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Le trasformazioni globali non si limitano solo all’economia, alle scienze ed alla tecnologia ma la globalizzazione può anche essere la causa di nuovi conflitti, combattuti con armi straordinariamente più efficaci e subdole rispetto al passato. Bio-terrorismo e nuove povertà sono tra gli altri argomenti ricorrenti nei dibattiti fra coloro che provano ad affrontare questa tematica, cercando di evidenziarne le opportunità e i rischi.
La descrizione di questo scenario evidenzia come sia un processo inevitabile ed inarrestabile che integra molteplici aspetti sollevando una serie di interrogativi di carattere morale e giuridico e alimentando ansie e paure rispetto ai vorticosi mutamenti possibili. Tale fenomeno impone una riflessione etica dei suoi effetti specialmente da parte di coloro che rivestono un ruolo pubblico e hanno la responsabilità di governare.
La bioetica, disciplina fino a pochi anni fa nota prevalentemente fra specialisti, è decisamente entrata nel pubblico dibattito, configurandosi come uno degli ambiti che abbracciano il maggior numero dei quesiti imposti dal progresso scientifico e tecnologico. Le nuove tecnologie conferiscono infatti possibilità d’intervento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sull’ambiente mai viste prima e tali, per il potere che dischiudono, da richiedere regolamentazione e controllo, sia in fase di ricerca che di utilizzo.